E’ difficile in questo momento ricordare l’uomo e l’amico. Si vorrebbe restare in silenzio ricordando i momenti passati insieme e i comuni interessi per l’arte e la ceramica. Ma Paride Berardi era un uomo eclettico da ricordare per la grande professionalità, per la profonda umanità e disponibilità e per i tanti interessi culturali. Medico dermatologo e ricercatore, ha dedicato molto del suo tempo libero alla ricerca e studio di documenti antichi, pubblicando numerosi saggi sui pittori e sulla produzione ceramica pesarese tra il trecento e il cinquecento. Di fondamentale importanza sono un saggio su Giovanni Antonio da Pesaro, il regesto di tutti i pittori presenti a Pesaro tra medioevo e rinascimento come emergono dai documenti d’archivio e, soprattutto, la storia dell’Antica Maiolica di Pesaro tra XIV° e XVII° secolo.Un testo fondamentale che ha rappresentato la svolta nello studio della storia della maiolica rinascimentale in Italia e in Europa. Come tutti i grandi precursori non fu capito e, a volte, criticato ma oggi, grazie alle sue intuizioni e ricerche, la storia della maiolica italiana è stata faticosamente riscritta attribuendo alla maiolica pesarese quel ruolo centrale che gli spetta. Nessun studioso di ceramica può, oggi, prescindere da quanto Paride Berardi scrisse nell’ormai lontano 1984. Pesaro deve essergli riconoscente.
Grande intenditore di pittura, era lui stesso pittore impegnato. Collezionista di vetri antichi, era tornato al grande amore per la ceramica che abbiamo condiviso in appassionate discussioni in occasione di aste, di acquisizione di nuove maioliche, di convegni.
Ora ci restano i suoi libri, le sue intuizioni che è nostro dovere ampliare, i suoi saggi, i suoi quadri ma, soprattutto, un grande vuoto per l’amico che ci ha lasciato troppo presto.
Alessandro Bettini