FOIBE: GIORNATA DELLA MEMORIA O GIUSTIFICAZIONE STORICA?
Oggi 10 febbraio deve essere il giorno della memoria delle vittime italiane delle Foibe ma la vecchia ideologia comunista che non si è accorta che il muro di Berlino è crollato miseramente è riuscita ancora una volta a manipolare la verità. La mostra allestita nell’ingresso del Comune di Pesaro per ricordare migliaia di morti e una pulizia etnica volutamente dimenticata per sessant’anni, mi indigna come cittadino italiano e come consigliere comunale. Doveva essere il rispettoso ricordo di migliaia d’italiani: uomini, donne, vecchi e bambini, barbaramente uccisi per la sola colpa di essere italiani. Il ricordo di una pulizia etnica che provocò un esodo biblico di oltre 350.000 italiani dalmati e fiumani cacciati dalle loro case e dalle loro terre verso l’Italia. Invece i pannelli esposti raccontano la storia dell’Istria dal 1918, anno di ritorno all’Italia, in un crescendo di situazioni che subdolamente paiono dare una giustificazione alle stragi perpetrate dall’esercito iugoslavo. Già il titolo della mostra: Fascismo – Foibe – Esodo crea un trinomio e un’associazione di idee inaccettabili quasi che tutto fosse avvenuto per colpa del fascismo e non dei comunisti di Tito. Se si voleva dare una motivazione politica doveva essere scritto Comunismo. Su dieci pannelli, solo uno ricorda le vittime delle Foibe! Innocenti morti senza un perché se non per odio razziale e politico. Di fronte al più grande eccidio di italiani dell’era moderna non si possono adombrare giustificazioni. E ancor di più a Pesaro che, con l’Opera Padre Damiani, accolse e aiutò migliaia di profughi dalmati e istriani. Doveva essere il silenzioso e rispettoso ricordo di tanti morti innocenti e invece si è voluto confondere la verità. Così gli innocenti si uccidono due volte!
Alessandro Bettini