Autovelox e Tasse

1 dicembre 2007

Dopo ICI e addizionale comunale IRPEF, le multe rappresentano la voce più significativa del Bilancio comunale. Ma se sommiamo anche gli incassi della Pesaro Parcheggi con le righe blù, il capitolo multe e parcheggi diventa la seconda voce per importo che viene prelevata dalle tasche dei cittadini pesaresi. Cifre ormai insopportabili perché create sui bisogni dei pesaresi. Non dobbiamo dimenticare che i maggiori introiti per multe derivano dal divieto di sosta, diretta conseguenza della cronica mancanza di parcheggi gratuiti al servizio del centro città. Ma visti i tagli della finanziaria attuati dal Governo Prodi contro i Comuni – a proposito perché i Sindaci non protestano come al tempo del governo Berlusconi? – sembra che nel Bilancio di previsione 2008 il sindaco Ceriscioli abbia previsto un incremento di gettito dalle multe di oltre 1.000.000 di euro.

A molti è sfuggito che nell’ultimo assestamento di Bilancio sono stati stanziati ben 60.000 euro per l’acquisto di nuovi autovelox da piazzare probabilmente nei “bidoni gialli”. Non è accettabile che per far quadrare il Bilancio comunale si continuino a prevedere agguati nei confronti dei cittadini. Compito dell’amministrazione comunale è prevenire eventuali comportamenti in contrasto con il codice della strada. E’ pura ipocrisia pretendere di rispettare il limite dei 30 o dei 50 Km in strade di scorrimento fuori della città! Proprio dove sono piazzati molti “bidoni gialli”. E’ ora di recuperare un giusto rapporto con i pesaresi, non sudditi da spennare in ogni occasione, ma attori di una comunità al cui servizio sono il Sindaco e i consiglieri comunali e tutta la macchina comunale.

Alessandro Bettini
Consigliere comunale di Forza Italia


Viva la festa dell’Unità

20 agosto 2007

Ormai gli interventi contro la Festa dell’Unità in centro sono innumerevoli e rischiano di diventare ripetitivi ma ogni giorno si scoprono nuovi aspetti di questa assurda e arrogante decisione che bisogna evidenziare.
Si parlava di Festa “leggera” ma gli stands piazzati in ogni dove e la chiusura di molte strade, fanno presagire ben altro impatto.

In un delirio di onnipotenza si stanno montando le luminarie nelle vie della città.
Fino ad oggi le luci erano state posizionate solo per feste religiose e per il Natale ma i D.s. locali vogliono illuminare anche la loro Festa Pagana. I pesaresi sono continuamente invitati ad utilizzare le biciclette e poi si eliminano per la Festa dell’Unità tutti i parcheggi in alcune vie, compresa la chiusura della pista ciclabile in largo Aldo Moro.
Con grande sensibilità culturale si adibiscono a ristoranti e piadinerie alcuni palazzi storici.
Ma per gli enti di tutela del patrimonio storico e monumentale e della sicurezza è tutto regolare?
Ad esempio la collocazione di un ristorante nel cortile interno dell’edificio già convento di San Francesco e poi Tribunale, rispetta tutte le norme sulla sicurezza? Le vie di fuga sono a norma e sufficienti? Quante persone potranno accedere ai ristoranti? Edifici ristrutturati per eventi culturali o per uffici giudiziari sono compatibili con attività di ristorazione di massa visto che gli organizzatori prevedono 14.000 presenze al giorno?

Considerato che qualunque imprenditore per aprire un’attività deve sottostare a infiniti controlli di numerosi enti, certamente tutto sarà stato puntualmente verificato. E che dire della Soprintendenza che ha affittato il fossato di Rocca Costanza, dove insistono due cantieri aperti, con una sola rampa sterrata di accesso e dove dovrebbero ammassarsi migliaia di persone per assistere agli spettacoli previsti. Oggi i temporali improvvisi a carattere torrenziale non sono inusuali e il fossato, in passato, si è già allagato diverse volte anche per il rigurgito delle fogne.
Certamente tutto andrà per il meglio con quella efficienza che i nipotini di Togliatti hanno già dimostrato ma se qualcosa dovesse andare storto speriamo che ci sia “un giudice a Berlino”.

Intanto “viva la Festa dell’Unità”.

Alessandro Bettini
consigliere comunale di Forza Italia


Cemento Ovunque

3 marzo 2007

La difesa d’ufficio del consigliere comunale Ds Galdenzi, in merito alle costruzioni presenti e future nel Castello di Novilara, mi sembrano fuori luogo e poco convincenti. Proprio frequentando il borgo di Novilara ho potuto constatare di persona le costruzioni in atto e la distruzione dell’orto – giardino dell’Osteria della Vincenza e lo scavo che può solo anticipare la costruzione di un nuovo edificio! Stupisce che un piano particolareggiato ideato dieci anni fa e scaduto (mi sembra) alla fine del 2006, sia attuato solo ora. Certamente la Vincenza, amica di famiglia, non avrebbe mai permesso che il caratteristico orto-giardino che ben conoscevo, potesse essere distrutto. Il borgo di Novilara ha un’antichissima storia ma durante lo sterro non ho notato la presenza di archeologi. Di cementificare un angolo caratteristico di Novilara, non ritengo, ci fosse proprio bisogno e tutto poteva restare com’era. Quanto poi alle giuste esigenze degli abitanti di avere dei garage non vi è nessuna preclusione. E’ la risposta che non posso condividere: costruire oltre 2500 metri quadri con lo sterro del declivio a ridosso del Castello. Mi sembra la stessa risposta alla riqualificazione degli Orti Giuli: un bar di oltre 200 metri quadri nella struttura del cinquecento. Ma il discorso può aprirsi alla visione che ha questa amministrazione alle richieste dei cittadini. Cemento e ancora cemento! Basta leggere le motivazioni ad alcune varianti al P.R.G. approvato appena tre anni fa, e che lunedì prossimo la maggioranza, verdi e comunisti compresi, saranno costretti ad approvare. Per giustificare nuove colate di cemento sulle nostre colline si invoca la necessità di evitare lo spopolamento dei borghi e delle colline con nuove edificazioni. Decine di appartamenti a Cerreto, al Trebbio di Candelara, alle Siligate, ma anche in un immenso parco tra via Monte Ardizio e via Milite Ignoto. L’allarme lanciato da Italia Nostra in merito alle sussurrate edificazioni all’interno del Parco San Bartolo, a Villa Marina Alta, deve essere esteso a tutto il territorio comunale per non ritrovarci con altri “mostri” come la collina del Ledimar completamente coperta da enormi condomini che spiccano all’orizzonte. Non è così che si governa una città che deve guardare alle future generazioni. Quale paesaggio lasceremo ai nostri figli?

Alessandro Bettini
consigliere comunale di Forza Italia


Camera di Commercio e Assindustria

27 gennaio 2007

Le violente polemiche sul ruolo della Camera di Commercio nel tessuto economico della Provincia, con attacchi personali che coinvolgono buona parte del sistema associativo che sembrano fotografare una situazione completamente negativa sull’attività istituzionale della Camera di Commercio e sulle Aziende collegate: Fiere di Pesaro e Aspin 2000, a nostro avviso, nuocciono alla credibilità complessiva del sistema imprenditoriale e associativo che elegge autonomamente gli organi di governo dell’Ente.

In un momento delicato come la costituzione di un Polo Fieristico Regionale e il rinnovo dei rappresentanti camerali riteniamo che debbano essere evidenziati anche gli interventi positivi a favore dei settori produttivi da cui derivano le risorse finanziarie gestite dalla Camera di Commercio, senza sottacere gli errori gestionali che sono stati commessi. Non vorremmo che tutto, alla fine, si riducesse ad una lotta di poltrone a discapito degli interessi economici locali. Criticare così aspramente la gestione della Camera di Commercio significa criticare, tutto il sistema associativo, in definitiva i rappresentati delle associazioni imprenditoriali e commerciali che hanno condiviso le scelte all’interno della Camera e degli altri Enti collegati: A.P.I., Confcommercio, C.N.A., Confartigianato, ecc. Non si possono tacere gli interventi finanziari, peraltro istituzionalmente dovuti, effettuati dalla Camera di Commercio, per centinaia di migliaia di euro per l’abbattimento dei tassi d’interesse per i prestiti a favore dell’artigianato e del commercio, i contributi pluriennali erogati a favore di Pesaro Studi o Fano Ateneo, il finanziamento d’innumerevoli progetti a favore dell’imprenditoria locale presentati dalle associazioni imprenditoriali compresa Assindustria, il sostegno finanziario a numerose imprese per le fiere all’estero, fino al recente contributo al Comune di Pesaro per sboccare l’iter burocratico del nuovo porto commerciale. Certo, sono stati commessi errori nella scelta di manifestazioni svolte dall’Ente fieristico di Campanara, ma non dimentichiamo che nel consiglio d’amministrazione sedevano i rappresentanti di tutte le Associazioni imprenditoriali e ricordiamoci quale volano per il mobile pesarese è stato per anni il Samp. Noi riteniamo che le associazioni imprenditoriali, nella loro autonomia, sancita dalla legge, siano in grado procedere ad un rinnovamento che determini il migliore autogoverno per far crescere il sistema produttivo e commerciale della provincia e auspichiamo che tutti gli attori istituzionali operino concordemente per ottenere dalla Regione Marche il riconoscimento a Pesaro di Polo Fieristico Regionale.

Manlio Giamprini; Alessandro Bettini, Alessandro Di Domenico, Davide Ippaso, Pietro Picozzi, Valter Stafoggia.


Ceriscioli non la racconta giusta

23 gennaio 2007

Non sapevamo che tra le numerose doti del sindaco Ceriscioli ci fosse anche quella della divinazione.
Adesso è in grado di sapere quello che pensano i consiglieri di opposizione, in parte “costretti” a non partecipare al voto sulla cessione del San Domenico pur essendo pienamente favorevoli all’operazione, per evitare spaccature nell’opposizione!

La verità è ben diversa. Dopo un confronto libero e franco si è deciso di non partecipare al voto perché tutta l’opposizione, pur essendo da sempre favorevole al recupero del San Domenico, nel contesto della riqualificazione complessiva del centro storico, non condivide metodi e strategie.

Il Comune di Pesaro, proprietario del San Domenico, da oltre venti anni ha in progetto il recupero dello stabile ma l’incapacità gestionale e la volontà di privilegiare altri interventi più elettorali, hanno sempre relegato il San Domenico all’ultimo posto. Ora la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro arriva in soccorso della traballante giunta Ceriscioli per recuperare il San Domenico. Per farne che cosa? Dopo tanti ripensamenti: Museo delle Ceramiche, Biblioteca, Fondazione Vangi ecc., si decide l’Università! Non vari corsi come afferma Ceriscioli ma solo il corso di lingue orientali. Nello stesso tempo Ceriscioli pensa all’università al Campus scolastico presentando un mega progetto che dovrebbero finanziare l’Inail e i privati. E allora cosa ne faremo del San Domenico venduto alla Cassa di Risparmio di Pesaro e ripreso in affitto per circa 300.000 euro all’anno?

Questi sono i motivi per cui l’opposizione, compatta, ha abbandonato l’aula.
E’ora di dire basta all’improvvisazione.
Il sindaco “concreto” ci deve dire esattamente quale città progetta la maggioranza che governa la città.

I gruppi uniti d’opposizione

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